Visualizzazione post con etichetta padre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta padre. Mostra tutti i post

giovedì 18 giugno 2015

Rose e Jack

Invitato da Boone, Jack si avvicina a Rose, che è seduta in disparte e guarda il male, senza parlare.
C'è un doppio legame tra di loro:
- prima dello schianto Jack - seduto come lei nella fila 23 dell'aereo - promette a Rose di farle compagnia fino al ritorno di suo marito Berdnard dalla toiletta
- dopo lo schianto Jack ha salvato la vita a Rose con un massaggio cardiaco

Jack dopo che non ha ricevuto risposte da Rose, le sta accanto in silenzio.
Finalmente Rose inizia a parlare.Parla di Bernard suo marito.
A Bernard in aereo si gonfiavano le dita, per questo motivo all'inizio del viaggio affidava a Rose la sua fede nuziale. Rose la porta appesa al collo.
Rose libera Jack dalla promessa fattagli in aereo: non deve più fargli compagnia fino al ritorno di Bernard.

Jack secondo Rose "è di buon cuore, paziente, gentile". Per questo, secondo lei, ha deciso di fare il medico. Ma Jack le ribatte che lo ha fatto per motivi di famiglia. Avanza l'ombra di suo padre che per due volte, immediatamente dopo, vede nell'isola, poco distante da lui.

Jack propone a Rose di dire qualche parola su suo marito nella commemorazione funebre della sera, ma Rose ribatte: "Dottore, mio marito non è morto"..

Rose vs Jack
Fede vs ragione

L'ombra di suo padre

Nel dialogo con Rose, quando si parla del motivo per cui Jack è diventato medico, emerge velatamente l'ombra di suo padre. Non lo ha fatto Jack per le sue doti enunciate da Rose, ma per una sfida con suo padre.
Poco dopo Jack vede nell'isola suo padre, che poi scompare.
Ancora dopo, lo rivede, e un attimo dopo Locke sbuca dalla giungla di ritorno dalla caccia con un cinghiale morto sulle spalle.

Capiremo solo alla fine quale intreccio si celi tra l'ombra di Christian, Locke, il fumo nero, Jacob. Ma era tutto chiaro già nella prima serie.

L'ombra di suo padre rattrista turba Jack, che durante la cerimonia funebre se ne sta solo in disparte.

domenica 22 gennaio 2012

Padri e patrigni: Sam Austen vs Wayne



Chi è il padre e chi il patrigno di Kate?
All'inizio dell'episodio 2x09 sembra chiaro che Wayne sia il patrigno odiato da Kate, in quanto ha diviso la sua famiglia, portandogli lontano suo padre Sam, a cui si sente molto legata.
Alla fine, quando Kate incontra Sam, diventa chiaro invece che il padre biologico di Kate è Wayne - e questo è il motivo per cui Kate lo uccide, e anche quello per il quale Sam non le ha mai fatto questa rivelazione - mentre Sam è in realtà il patrigno.
I ruoli si invertono, ma la paternità non è un fatto semplicemente biologico. Sam è il vero "padre" di Kate.

venerdì 13 gennaio 2012

Tre morti

L'episodio 2x06 è tutto nel segno della morte: di Boone, del padre di Shannon nel flashback, di Shannon stessa alla fine dell'episodio.

giovedì 6 gennaio 2011

Non sei il benvenuto

Il discorso tra Locke e suo padre Anthony nella macchina, davanti alla sua casa, dopo un ennesimo appostamento.


Anthony: John, so che ti piace passare nelle vicinanze... E so che di tanto in tanto ti piace parcheggiare fuori da casa mia. Io credevo che tutto sarebbe finito quando mi fossi spostato, ma, uh, eccoti qui. Devo ammetterlo, all'inizio pensavo fosse divertente. Ora mi sta solo infastidendo. Allora cosa ne pensi di dirmi cosa diavolo vuoi?

John: Perché?

A: Scusa?

J: Perchè?

A: Non c'è un perchè... Credi di essere il primo a venire manipolato? Tu avevi bisogno di una figura paterna, e io avevo bisogno di un rene, e questo è quello che è successo. Superalo. E, John... non tornare. Non sei il benvenuto.

La rabbia di Locke

C'è stato un tempo in cui Locke era molto arrabbiato con suo padre e per questo motivo partecipava ad un gruppo di auto-aiuto.

Locke: Non ho mai saputo chi fossero i miei genitori. Un paio di anni fa, mia,
la mia madre biologica mi ha trovato, e, mi ha detto.... che ero speciale. E, grazie a lei,ho incontrato il mio vero padre.
Bella notizia, vero?
Bè, ha fatto finta di volermi bene giusto il tempo necessario per rubarmi un rene perché aveva bisogno di un trapianto.
E poi mi ha buttato via come un sacco di spazzatura,proprio come ha fatto il giorno in cui sono nato.
Tu rivuoi i tuoi maledetti 30 dollari!
Io rivoglio il mio rene.

martedì 4 gennaio 2011

Non rinuncia ad essere padre

Susan, l'ex compagna di Michael, madre di Walt, gli chiede di rinunciare alla patria potestà, in modo che il suo nuovo compagno Brian possa adottarlo.
Michael non vuole, affronta gli avvocati in modo impulsivo ("non mi porteranno via mio figlio", dice al suo avvocato, ma poi non è in grado di rispondere a semplici domande sulla vita e sui gusti di Walt poste dall'avvocato di Susan); alla fine è Susan a chiedergli di farlo per il bene di Walt.
Michael, però, non rinuncia nonostante tutto ad essere padre.

Nell'ultimo incontro con il piccolo Walt gli regala il pupazzo di un orso polare e gli dice:
"Io e te non ci vedremo per un bel po' di tempo... Voglio che tu sappia che in qualunque posto tu ti troverai... che il tuo papà, sì il tuo papà ti vuole tanto bene, ti vuole tanto, tanto bene. E ricorda che te ne vorrò sempre, sempre".

(da 14 mesi Michael non vede Walt)

Alla deriva

L'episodio 2x02 è incentrato sulla vicenda di Sawyer e Michael, rimasti alla deriva dopo l'assalto degli altri, che rapiscono Walt. Sino alla fine dell'episodio non si sa che fine abbia fatto Jin.
Sawer e Michael si accusano a vicenda di quanto è successo, solo alla fine Michael si assume la responsabilità: "E' stata colpa mia, non dovevo portarlo sulla zattera, ma lo ritroverò, andrò a riprendermi mio figlio.

Il tema dominante è il rapporto tra Michael e Walt, e la perdita del figlio da parte del padre.
Michael ha già perso una volta Walt, quando la mamma, Susan, gli ha chiesto di rinunciare alla patria potestà. Allora Susan glielo aveva chiesto per il bene di Walt, ora la situazione è differente, ma il senso di perdita identico.

mercoledì 26 maggio 2010

L'importante è che tu sia salvo


Walt è stato aggredito da un orso polare. Locke e Michael, nel tentativo di salvarlo, salgono su un grosso albero.
M: Walt, sono qui. Resisti!

Michael si fa dare il coltello da Locke (il coltello della discordia...) e lo lancia a Walt:
"Se ti si avvicina, usalo!"
Michael si cala giù, con l'aiuto di Locke, intanto Walt colpisce l'orso con il coltello.
Michael mette al sicuro Walt, che è preoccupato per lui.
A questo punto Michael affronta l'orso con il coltello ed è lui a ferirlo. L'orso scappa via.
Locke osserva dall'alto tutta la scena.
Padre e figlio si abbracciano


W: Mi... mi spiace...
M: No, no, no... E' tutto a posto. Stiamo bene. L'importante e' che tu sia salvo.
W: Ma Vincent... e' scappato ancora.
L: Ha gia' ritrovato la strada... per tornare da te una volta, Walt. Lo rifara'.

C'è un gioco di sguardi tra Michael e Locke: non sono più su fronti contrapposti, Michael non lo percepisce più come un antagonista.

E' la prima volta che Walt riconosce Michael come suo padre. E' stato, in gran parte, merito di Locke: la triangolazione, questa volta, ha prodotto un risultato positivo.

Io sono tuo padre

Walt sta giocando con Vincent nella sua bellissima casa. Michael gli viene incontro.

M: Ciao Walt.
W: Tu chi sei?
M: Io... Sono tuo padre.
Walt lo guarda molto perplesso
M: Volevo che sapessi... Senti, non ho parole per esprimere quanto mi dispiaccia per tua madre.
Dovresti sapere che noi... ci amavamo moltissimo quando sei nato tu.
W: Dov'e' Brian?
M: Brian non c'e'. Sono venuto... per portarti a casa con me.
W: Io non vengo da nessuna parte con te.
M: Senti, Walt, posso...?
Michael appoggia la scatola di legno sul tavolo
M: So che e'... molto difficile da capire. Tutto quanto. Vedi, Brian... Brian ti vuole molto bene.
E lui vorrebbe che stessi con lui, ma non spetta a lui decidere. Spetta a me. Sono io il tuo tutore legale.
E... non e' che sparira' dalla tua vita. Potrà ancora chiamarti, scriverti, venire a trovarti quando potra'.
E, sai, ci sara' il tuo cane con te.
W: Ma... Vincent non e' mio. E' di Brian.
M: Brian ha detto che puoi tenerlo.

Walt è diverso dagli altri


Un Brian dal volto provato, con la barba lunga, si presenta a casa di Michael. I due non si conoscono personalmente.

B: Michael Dawson?
M: Si'. Posso aiutarla?
B: Sono Brian Porter.
M: Il Brian di Susan?
B: Si'. Posso entrare?
M: Io...
B: Devo parlarti.
M: Susan sa che sei qui, amico?
B: Susan e' morta ieri.
M: Per piacere.
B: Lei... Si e' scoperto che aveva una leucemia. E' stata male solo una settimana.
M: Non lo sapevo, io... Era un po' che non la sentivo... Siediti.
E Walt? Come sta...
B: Si', sta bene, e'... E' a casa con la tata.
M: Cosa?
B: Cioe', sta bene... Voglio dire, considerando... Sai.
M: L'hai lasciato a casa? Quando ha appena perso sua madre?
B: Prima di morire, Susan...Mi disse che voleva che avessi tu la custodia di Walt.
M: Lei cosa?
B: Beh, penso che lei abbia pensato... Voglio dire, dato che sei suo padre...
M: Non sono suo padre da nove anni.
B: Si', beh,e' un po' questo il punto, vedi? Senti, io amavo tantissimo Susan. E sono stato sincero con lei fin dall'inizio, ma lei...
non voleva ascoltarmi.
M: Ascoltare cosa?
B: Che io... Non volevo essere un padre. E' solo che non sono in grado.
M: Cosa diavolo stai dicendo, amico? L'hai adottato.
B: Si', si', l'ho fatto perche' lo voleva lei, e io volevo lei, e... Senti. Sono due biglietti. Uno andata e ritorno, l'altro solo andata. Da Sydney a New York.
La busta contiene dei soldi per le spese del viaggio.
M: Lei non ti ha detto che voleva che avessi io la custodia di Walt.Questa e' un'idea tua.
B: Sono distrutto adesso, ok?
M: Dovrebbe importarmene qualcosa?
B: Ho appena perso la donna che amo. Non posso fargli da padre.
M: Bugiardo figlio di puttana! Che cazzo stai dicendo? Sei l'unico padre che conosce!
Michael afferra violentemente Brian.
B: C'e' dell'altro.
M: Come?
B: C'e' qualcosa di strano in lui.
M: Di cosa diavolo stai parlando, amico?
B: A volte, quando e' nei paraggi, succedono delle cose. E' diverso dagli altri.

Walt è "speciale", "diverso dagli altri", già da prima di arrivare nell'isola. Brian è spaventato da Walt e dall'idea di stare da solo - senza Susan - con lui.

Michael si dimostra ancora una volta una persona irascibile: il sangue gli va facilmente alla testa.

Le scarpe e la cravatta di Christian



Nella scena finale Christian porta le stesse scarpe bianche che aveva in una delle prime puntate della serie, quando Jack lo vede nell'isola e lo insegue senza successo.
Così nella 1x05:




Non solo le scarpe, anche il vestito, la camicia, la cravatta sono gli stessi.
Così nel finale:



così nella 1x05:



E' l'espressione del volto ad essere completamente diversa: contratta, seria, tesa all'inizio, rilassata, serena, sorridente alla fine.

Si abbracciano nelle ultime scene, nella sacrestia della chiesa:



Non riescono a incontrarsi nella 1x05:



Ma alla fine il rapporto controverso Christian-Jack, Padre-Figlio, che ha fatto da sfondo a tutta la serie, è definitivamente risolto. Christian si rivela ora definitivamente un padre capace di amare e pienamente corrisposto.

Nessuno muore da solo


Christian Shephard: Ciao, figliolo
Jack: Papa'?
C: Ciao, Jack.
J: Io non capisco. Tu sei morto.
C: Si'. Si', sono morto.
J: E allora come fai ad essere qui ora?
C: Come fai tu ad essere qui?
J: Sono morto anch'io.
C: Va tutto bene. Va tutto bene.Va tutto bene, figliolo.
I due si abbracciano. Jack piange.
J: Ti voglio bene papa'.
C: Anch'io ti voglio bene, figliolo.
J: Sei... Sei reale?
C: Spero proprio di si'.
(ridono)
C: Si', sono reale. Tu sei reale. Tutto quello che ti e' successo e' reale.
J: Tutte quelle persone in chiesa.
C: Anche loro sono reali.
J:  Sono tutti... sono tutti morti?
C: Tutti muoiono prima o poi, ragazzo. Alcuni prima, altri... molto dopo di te.
J: E perche' sono tutti qui, ora?
C: Beh, non esiste alcun "ora" qui.
J: Dove siamo, papa'?
C: Questo e' un posto che avete... che avete creato tutti insieme, perche'
poteste trovarvi l'uno con l'altro.
La parte piu' importante della tua vita... e' stata il tempo che hai passato con queste persone.
E' per questo che siete tutti qui.
Nessuno muore da solo, Jack.
Avevi bisogno di tutti loro... e loro avevano bisogno di te.
J: Per cosa?
C: Per ricordare. E per... lasciare andare.
J: Kate... ha detto che stavamo andando via.
C: Non "andando via", no.
Andando avanti.
J: Dove andiamo?
(Christian sorride)
C: Andiamo a scoprirlo.
(Jack entra in Chiesa, dove trova tutti gli altri. Locke gli va incontro)
L: Ti stavamo aspettando.

sabato 22 maggio 2010

Ma è tuo padre


Locke a Walt che gli si è avvicinato: "Tuo padre non vuole che stai con noi"
W: "Lui non mi comanda"
L: "Ma è tuo padre. Ti vuole bene, tiene a te, ti chiede rispetto... Ti dico sul serio, Walt, non venire più da me"
Irrompe sulla scena un Michael molto arrabbiato: "Maledizione, non lo vuoi proprio capire"
Locke: "Stavo giusto spiegandogli..."
M: "Ti ho detto di stare lontano da mio figlio"
W: "Lui non c'entra, sono stato io"
M: "Walt sta' zitto"
L: "Gli stavo dando questa penna da portare a te, può esserti utile. Considerala un'offerta di pace"
M: "Se ti becco ancora con lui ti uccido, chiaro?"
Jack, Shannon, Boone... hanno assistito alla scena sconcertati.
La conclusione di Walt, quando Locke è andato via: "Sei uno scemo"
M: "Che cosa hai detto?"
W: "Il signor Locke è amico mio, non ha fatto niente"
M: "Ora non lo è più. Ci sono qua io per te"
W: "Se non ti è mai importato niente di me"
M: "Che cosa?"
W: "Ora perché è morta mia madre, ma dov'eri quando ero piccolo? Non c'eri"
M: "Senti, Walt, è una cosa complicata"
W: "Non m'interessa, non sei mio padre".
M: "Vuoi odiarmi? Punirmi per cose che non posso cambiare? Va bene. Però devi anche ubbidirmi"
Butta il fumetto di Walt nel fuoco.
M: "Adesso te ne vai lì e ci resti. Adesso". Walt lo sfida con lo sguardo.

Ci riappropriamo del nostro destino

Michael e Walt iniziano a recuperare il materiale per la costruzione della zattera. Ma Michael non ha ancora spiegato a Walt cosa stanno realmente facendo.
Walt: "Cos'è, mi hai punito?"
Michael: "Lavorare insieme a tuo padre è una punizione? No, ragazzo. Noi qui oggi ci riappropriamo del nostro destino".
Walt: "Per me è una punizione", conclude Walt a voce più bassa.

Walt ama l'arte


Michael è deciso a costruire una zattera e chiede aiuto a Walt, che intanto sta leggendo un fumetto in spagnolo. "Guardo le figure" gli dice Walt.
E Michael: "Ami l'arte, eh"
Walt: "Penso di sì".
M: "Sai, alla tua età, forse no, ero più grande... io disegnavo fumetti, e ho imparato la prospettiva, sai che cos'è? ...la prospettiva..."
Walt è assorto nella lettura, Michael gli strappa - con il suo disappunto - l'album a fumetti: "Ti ho detto che mi serve il tuo aiuto".
W: "Perché proprio io?"
M: "Ho visto che succede se non ti tengo d'occhio"

Non deve crescere qui

E' notte, Walt dorme e Michael lo osserva seduto accanto al fuoco. Gli si avvicina Sun: "Va tutto bene?"
M: "Sì sto bene, grazie. E' che non so come parlarci, come fargli capire che sto dalla sua parte, non contro. Locke dice che non dovrei trattarlo come un ragazzino. Purtroppo ho perso la sua infanzia e... No, non va bene".
S: "Cosa?"
M: "Non deve crescere qui. Non va bene questo posto"

giovedì 20 maggio 2010

Walt è speciale


Michael trova Walt, con un coltello, in compagnia di Locke. E' furibondo e interrompe quello che per Walt era un bel gioco. Ma non ci sono ragioni per Michael che incalza Locke.
Michael: "Hai dato un coltello a mio figlio?"
Locke: "Dovresti vedere cosa..."
M: "Decido io cosa voglio vedere. In città avrei chiamato la polizia. Incoraggiare un ragazzino ad allontanarsi dal padre... dargli un coltello del genere..."
L: "Walt... è quello che vuole"
M: "Non parlare di mio figlio come se lo conoscessi" - punta il coltello verso Locke
L: "Ora ti dovresti calmare"
M: "Tu prova a metterlo contro di me e ti prometto..."
Boone arriva di soprassalto da dietro e afferra Michael: "Ti ha detto di calmarti"
Locke blocca a sua volta Boone... la situazione si fa molto confusa
Locke difende però Boone: "Basta, sei tu che brandeggi il coltello, lui vuole solo che nessuno si faccia male"
Locke continua: "Michale, so che il rapporto con tuo figlio non è facile. Sai perché si è attaccato a me? Perché lo tratto da adulto, tu invece da bambino"
M: "Ha solo dieci anni"
L: "Ma ne ha già passato più di tanta gente in una vita intera. Sei stato poco con lui per notarlo, Michael. E' speciale".
M: "Che cosa hai detto?"
L: "E non siamo a casa, Michael. Finché siamo qui Walt dovrebbe poter esprimere le sue potenzialità".
Michael è molto stupito, quasi allarmato dalle parole di Locke: "Sta lontano da mio figlio. E da me".

L'antagonismo tra Locke e Michael si rivela soprattutto in un gioco di sguardi.
Michael è invidioso del fascino che Locke suscita su Walt, ma anche giustamente spaventato dai modi ambigui di John.
Come fa Locke a conoscere le potenzialità di Walt, a sapere che è speciale?
Anche Boone è soggiogato da Locke.

Si chiamerà Walt


Michael è alla ricerca di Walt, lo chiama ripetutamente camminando per la giungla.
Inizia il fb.
Un giovane Michael, con una ragazza incinta, sta acquistando una culla.
La culla è un po' cara: costa tre mesi di affitto.
Ma Micheal vuole il meglio per suo figlio, nonostante le perplessità della ragazza.
I due sorridono e sembrano felici.
Michael medita di lasciare il disegno e di accettare un lavoro nell'edilizia, mentre aspetta che la ragazza termini gli studi di legge e faccia l'esame di stato... Intanto, comunque, dice alla donna:
"Tu provvederai a me e a Walt con generosità e spirito di sacrificio"
"Walt, eh?" ribatte lei
M: "Vorrei chiamarlo così, è il nome di mio padre".
Lei: "Walter. Walter Lloyd"
M: "Lloyd... ah ecco perché non vuoi sposarmi, non perché il matrimonio è troppo banale.. per dargli il tuo cognome"
Lei" Ehi, vuoi che sia d'accordo su Walter, sì o no?"

Lloyd è il cognome di Susan, la mamma di Walt.

Un mestiere difficile

Hugo commenta con Jack a proposito di Michael, alla ricerca di Walt: "Secondo me non gli piace"
Jack: "Cosa?"
Hugo: "Fare il genitore"
Jack: "No, è che è un mestiere difficile"

Jack non è mai stato padre, ma lo sarà nella realtà parallela della sesta stagione, e lì si avvereranno queste sue parole: anche per lui fare il padre sarà un mestiere molto difficile.